PERICOLO SICCITA’

INTERROGAZIONE (Presentata durante la seduta consiliare del 4 agosto 2017) Il presidente della Regione Emilia Romagna ha dichiarato tramite decreto del 16 giugno 2017 lo stato di crisi idrica per l’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini, nell’attesa che il Consiglio dei Ministri ne riconoscesse lo stato di emergenza nazionale. Il provvedimento stabilisce la priorità dell’uso idropotabile dell’acqua nel caso in cui sia destinata a più utilizzi. Anche a seguito della presa di posizione della Regione, associazioni di consumatori e soprattutto tanti enti Locali a noi limitrofi hanno invitato i cittadini emiliano-romagnoli a diminuire al massimo ogni spreco. Inoltre la Regione Emilia-Romagna ha previsto, all’interno del «Piano di sviluppo rurale», finanziamenti per realizzare invasi a uso irriguo. Nello stesso mese di giugno 2017, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia – Romagna constatata la riduzione idrica significativa del regime di magra nella grande maggioranza dei corsi d’acqua a carattere torrentizio del territorio regionale, le cui portate già risultavano pari o inferiori al Deflusso Minimo Vitale idrologico nella quasi totalità delle seguenti sezioni misurate, ha emesso una determinazione finalizzata atta a disporre sospensione del prelievo idrico, nel territorio di competenza della SAC di Bologna, dai corsi d’acqua tra i quali il Samoggia, Lavino e loro affluenti. Nella documentazione prodotta da Arpae sulla situazione regionale, inoltre, si evidenzia che il regime di magra provoca una sofferenza dell’assetto idrobiologico del corpo idrico e delle sue capacità autodepurative, che potrebbero provocare gravi conseguenze anche sul piano igienico-sanitario. Lo scorso 30 luglio il Consorzio della Bonifica Renana ha diffuso il seguente dato: confrontando la piovosità del periodo gennaio-giugno 2017 con le medie...