PIÙ INVESTIMENTI A TUTELA DEL NOSTRO PATRIMONIO SPORTIVO

Richiamata la comunicazione inviata al Sindaco in data 12/11/2018 dalla Società Sportiva Dilettantistica F.C. Persiceto ’85 – protocollo n. 0047653, nella quale si evidenzia in premessa quanto segue: –       da oltre trent’anni la Società F.C. Persiceto ’85 ha sempre sentito il centro sportivo come fosse “casa propria”, cercando di averne cura ed apportando migliorie, attraverso autofinanziamento, che hanno reso accogliente e sicuro ogni spazio utilizzato e vissuto dai bambini; –       da sempre il primo obiettivo è stato quello di avere un occhio di riguardo per i più piccoli, dedicando loro attività ed istruttori qualificati; –       l’F.C.Persiceto’85 è riconosciuta come Scuola Calcio di Élite della FIGC; –       negli ultimi due anni, grazie al potenziamento delle strutture al servizio della scuola calcio, sono raddoppiati i bambini nella prima fascia di età che svolgono attività presso la loro Società e presso le strutture sportive da loro gestite. Tale comunicazione rimarca inoltre alcune grosse difficoltà strutturali, di fronte alle quali l’ attuale Amministrazione non può in alcun modo sottrarsi: –       la palestra dell’Istituto Malpighi, sita in via PIO IX, attualmente utilizzata per i bambini più piccoli, essendosi raddoppiate le iscrizioni negli ultimi due anni, risulta  ad oggi assolutamente insufficiente per lo svolgimento delle attività di base; –       le strutture affidate in gestione alla Società, causa normale usura temporale, sono ormai al limite della sicurezza, certamente non più adeguate ai tempi ed allo standard di eccellenza duramente conquistato dalla Società e giustamente garantito a tutti i ragazzi. Ci sembra doveroso rimarcare come la serietà e l’affidabilità della Società F.C. Persiceto ’85, grazie a tanti volontari ed alle molteplici iniziative, non può essere messa in...

PERICOLO SICCITA’

INTERROGAZIONE (Presentata durante la seduta consiliare del 4 agosto 2017) Il presidente della Regione Emilia Romagna ha dichiarato tramite decreto del 16 giugno 2017 lo stato di crisi idrica per l’intero territorio regionale, da Piacenza a Rimini, nell’attesa che il Consiglio dei Ministri ne riconoscesse lo stato di emergenza nazionale. Il provvedimento stabilisce la priorità dell’uso idropotabile dell’acqua nel caso in cui sia destinata a più utilizzi. Anche a seguito della presa di posizione della Regione, associazioni di consumatori e soprattutto tanti enti Locali a noi limitrofi hanno invitato i cittadini emiliano-romagnoli a diminuire al massimo ogni spreco. Inoltre la Regione Emilia-Romagna ha previsto, all’interno del «Piano di sviluppo rurale», finanziamenti per realizzare invasi a uso irriguo. Nello stesso mese di giugno 2017, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia – Romagna constatata la riduzione idrica significativa del regime di magra nella grande maggioranza dei corsi d’acqua a carattere torrentizio del territorio regionale, le cui portate già risultavano pari o inferiori al Deflusso Minimo Vitale idrologico nella quasi totalità delle seguenti sezioni misurate, ha emesso una determinazione finalizzata atta a disporre sospensione del prelievo idrico, nel territorio di competenza della SAC di Bologna, dai corsi d’acqua tra i quali il Samoggia, Lavino e loro affluenti. Nella documentazione prodotta da Arpae sulla situazione regionale, inoltre, si evidenzia che il regime di magra provoca una sofferenza dell’assetto idrobiologico del corpo idrico e delle sue capacità autodepurative, che potrebbero provocare gravi conseguenze anche sul piano igienico-sanitario. Lo scorso 30 luglio il Consorzio della Bonifica Renana ha diffuso il seguente dato: confrontando la piovosità del periodo gennaio-giugno 2017 con le medie...

“Eccoci”, una nuova generazione scende in campo!

Idee, proposte e progetti per far ripartire il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna! Pubblico il mio intervento all’Assemblea di sabato 28 febbraio tenutasi a Bologna. Care amiche e cari amici, il mio intervento non sarà una presa di posizione, ma vuole essere una riflessione personale fatta ad alta voce. Ho sempre inteso l’esortazione einaudiana del “conoscere per deliberare” nel duplice significato che le decisioni devono essere sostenute da analisi attente, ma, una volta compreso il problema nei suoi molteplici aspetti, occorre assumersi la responsabilità del decidere. Considerando la società come la forma più intesa e vincolante di organizzazione della vita collettiva, la prima constatazione che qualsiasi osservatore della vita sociale è indotto a fare, è che vi sono vari modi, secondo i luoghi e i tempi, di dar forma a questa organizzazione. Da qui nasce il mio primo ragionamento attorno alla parola “identità”. Chi siamo e cosa vogliamo? Il sostantivo  “giovani” di per sé non ha nessuna valenza se non quella anagrafica. L’aggettivo “democratici” non riguarda soltanto un apparato politico, ma è costituzione dell’essere umano in quanto tale, o almeno dovrebbe esserlo. Inoltre molti di noi si ritrovano associata la parola “amministratori”. Ecco allora perché sottolineo con forza la necessità di un nostro valore identitario che non sto dicendo non esserci, ma che piuttosto va rimarcato in quanto siamo prima di tutto un bacino di intelligenze collettive in grado di dare speranza non solo al nostro partito, ma al futuro di questo Paese. Ma facciamo ancora di più: diamo risposte concrete al nostro amico, al nostro vicino di casa, alla nostra stessa famiglia, ai nostri colleghi di studio o di lavoro. Tutto...

Saluto di fine anno e auguri di un sereno e felice 2015!

Cari amici, sento il bisogno di scrivervi queste poche righe perché è con ognuno di voi, nessuno escluso, che vorrei parlare. La fine di un anno solare non è la chiusura di una parentesi, ma un capitolo di un unico testo chiamato vita. La tradizione tuttavia vuole che, proprio allo scadere dell’anno, si faccia un proprio bilancio personale, ed è per questo motivo che ho sentito la necessità di rivolgermi a voi. La crisi economica degli ultimi anni ha segnato il percorso di ognuno di noi, sul piano lavorativo e personale e ci ha permesso di toccare con mano l’incertezza e la precarietà, togliendoci l’opportunità di determinare in modo libero le nostre scelte. Non dimentico lo sconforto di chi ha perso il lavoro e la rassegnazione di tutti quei ragazzi, giovani come me, che invano lo stanno ancora cercando. Fin dai primi passi il mio impegno politico è stato guidato dalla passione e dall’entusiasmo; segnato dalla vicinanza che mi lega a tutti voi, ed  per questo che mi preoccupa sempre più la crescente sfiducia verso le istituzioni. Siamo giunti alla fine del 2014 non senza difficoltà e problemi, ma sono qui a testimoniare come le istituzioni siano presenti e concretamente attive per arginare, per quanto possibile nella nostra piccola realtà locale, le conseguenze di questa crisi ormai settennale. È per me doveroso riconoscere che il consiglio da me rappresentato sta operando, pur nella sua diversità, con unità di intenti: uscire da questa crisi più forti di quando ci siamo entrati. Ci tengo quindi a ringraziare tutte le forze politiche per la capacità di ascolto e confronto serio e sereno...