La Cassa di Espansione del Torrente Samoggia deve essere completata

Considerato che: – le avverse condizioni metereologiche che nelle ultime settimane hanno generato gravosi fenomeni in numerose regioni; –  il sistema di canali e torrenti presenti sul territorio persicetano è affidato al Consorzio della Bonifica Burana; Visto: – il Protocollo n. 13574 del 18/09/2017 e il Protocollo n.11982 del 30/08/2018 del Consorzio di Bonifica Burana in cui si leggono i seguenti interventi: – realizzazione di una cassa di espansione sul canale Muzzone in Comune di S. Giovanni in Persiceto (BO); – realizzazione di una cassa di espansione per la messa in sicurezza del Collettore Acque Alte a difesa dei comuni di S.Giovanni in Persiceto (BO), Crevalcore (BO) e Finale Emilia (MO); Precisato che: – la cassa di espansione delle Budrie è stata progettata per riempirsi nel caso in cui lungo il Samoggia arrivi una piena con una portata tale da mettere in crisi la tenuta a valle; – tale progetto venne studiato dalla Facoltà di Ingegneria dell’Università di Bologna attraverso la realizzazione di un’opera costituita dall’abbassamento dell’argine in sinistra idraulica del Samoggia e la creazione (sempre nella parte a monte) di uno sbarramento trasversale all’alveo del Samoggia con una “fessura” centrale dimensionata affinché passi solo la quantità d’acqua tale da non mettere a rischio il territorio a valle; – nel caso di cui sopra, il livello del fiume a monte dello sbarramento salirebbe (è quasi come una diga), ma la sponda di sinistra, essendo ribassata, è in grado di riversare l’acqua nella cassa. Questa, essendo in grado di contenere milioni di mc d’acqua, consente alla piena di defluire senza problemi; Si interroga il Sindaco per sapere – come mai...

I DISCOUNT METTONO ALL’ASTA L’AGRICOLTURA ITALIANA

Articolo di Liberti-Ciconte, Internazionale 25/07/2018: https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2018/07/25/passata-pomodoro-eurospin L’offerta è di quelle irrinunciabili: una bottiglia di passata di pomodoro a 39 centesimi di euro, un litro di latte a 59 centesimi, un barattolo da 370 grammi di confettura extragusti a 79 centesimi, un pacco di pasta trafilata al bronzo a 49 centesimi. Diffuso a tappeto nelle cassette delle lettere e su internet, il volantino promuove i saldi sul cibo per attrarre una clientela sempre più vasta. A firmarlo è il gruppo Eurospin, quello della “spesa intelligente” e del marchio blu con le stellette, discount italiano con una rete di oltre mille punti vendita in tutta la penisola e vertiginose crescite di fatturato annuali a due cifre . Facendo un rapido calcolo, è possibile preparare una pasta al pomodoro per quattro persone spendendo quanto un caffè al bar. Ma come fa il gruppo veronese a proporre prezzi così stracciati? Dietro le offerte al consumatore, c’è un meccanismo perverso che finisce per schiacciare intere filiere e che ha conseguenze sulle dinamiche di produzione e sui rapporti di lavoro nelle campagne: l’asta elettronica al doppio ribasso. Questa pratica commerciale, che somiglia più al gioco d’azzardo che a una transazione tra aziende, è sempre più diffusa nel settore della Grande distribuzione organizzata (Gdo), soprattutto tra i gruppi discount. Fa leva sul grande potere che hanno acquisito negli ultimi anni le insegne dei supermercati, diventate il principale canale degli acquisti alimentari, e sulla frammentazione e lo scarso potere contrattuale degli altri attori della filiera. Come funziona un’asta online al doppio ribasso Il meccanismo di base è lo stesso di un’asta: da una parte c’è la Gdo, che deve acquistare...

LE IMPRESE: TUTELE ANCHE PER I GRANDI

Le misure vanno estese anche ai soggetti oltre i 50 milioni di fatturato “Come industria alimentare italiana abbiamo chiesto modifiche specifiche sulla normativa in discussione a Bruxelles per applicare tali regole non solo a tutela delle Pmi ma di tutte le aziende che, a prescindere dalle dimensioni, si trovino in rapporti di forza sbilanciati”. Per bocca del presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, nel dibattito sulla direttiva in materia di pratiche commerciali sleali le imprese si schierano a fianco dell’Europarlamento: l’applicazione delle otto tutele non va limitata alle sole aziende con meno di 50 milioni di fatturato, perché di fronte ai colossi europei della grande distribuzione anche le aziende che superano questo tetto, infondo sono piccole. “La soglia dimensionale non è giusta”, gli fa eco Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative e anche di Conserve Italia, il consorzio che aggrega 14mila produttori agricoli per un fatturato di circa 900 milioni di euro. E aggiunge:”la proposta di una direttiva del genere è assolutamente necessaria, in Europa viviamo un’alterazione della concorrenza a favore della grande distribuzione, dove peraltro è in atto un processo di concentrazione delle centrali d’acquisto che sposterà la bilancia ancora più a sfavore dei produttori”. “Con molte catene distributive che operano nel nostro Paese – sostiene Scordamaglia – esistono rapporti commerciali corretti, basati sul reciproco rispetto e sulla valorizzazione di filiere costruite insieme. Le nuove regole comunitarie servono pertanto solo per chi, in qualsiasi fase della filiera, non rispetta tali principi di leale competizione e approfitta della propria maggiore capacità contrattuale. Sì dunque alle regole per i furbi, ma senza ingessare il mercato. Adesso gli sforzi di tutti devono essere...