DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

CONSIGLIO COMUNALE Martedì 26 gennaio – 18.30 Sala del Consiglio comunale Discorso del Presidente del Consiglio   Spettabili colleghe e colleghi, care concittadine e cari concittadini, mi è stato affidato il compito, in un momento così serio e delicato, di chiudere con questo mio intervento l’esperienza di questo consiglio. Ci troviamo ad affrontare una conclusione anticipata dei lavori rispetto alla scadenza naturale del mandato, dovuta alla decisione del Sindaco di comunicare ed in seguito confermare le proprie dimissioni. Dimissioni dovute ad una situazione famigliare per la quale esprimo a titolo personale, dell’intero consiglio e di tutta la comunità persicetana, la più sentita vicinanza. Dimissioni che evidenziano senso di responsabilità e, permettetemi di dirlo, amore per il proprio territorio. Rivolgo quindi un sentito grazie al nostro sindaco per aver tutelato, ancora una volta, l’interesse comune. Tuttavia intendo, come si è solito fare a conclusione di un’attività, rendere omaggio al lavoro fin qui svolto da questo consiglio. In diciotto mesi si sono svolte 27 sedute del consiglio comunale per un totale di circa 76 ore; le commissioni sono state così riunite: undici sedute la 1° Commissione, diciotto sedute la 2° Commissione, quattordici sedute la 3° Commissione, sei sedute la 4° Commissione, nove sedute la 5° Commissione, quattro sedute di Commissioni congiunte. Quest’aula, oltre alle numerose partite di delibera affrontate, ha discusso: una risoluzione e diciotto mozioni, ha approvato o modificato tredici regolamenti, ha approvato, modificato o prorogato diciassette convenzioni, così come ha approvato, prorogato o modificato cinque protocolli d’intesa. Si intuisce quindi  quanto importante è l’eredità che lasciamo al prossimo consiglio sia in riferimento ai risultati raggiunti sia in termini di...

“Eccoci”, una nuova generazione scende in campo!

Idee, proposte e progetti per far ripartire il Partito Democratico dell’Emilia-Romagna! Pubblico il mio intervento all’Assemblea di sabato 28 febbraio tenutasi a Bologna. Care amiche e cari amici, il mio intervento non sarà una presa di posizione, ma vuole essere una riflessione personale fatta ad alta voce. Ho sempre inteso l’esortazione einaudiana del “conoscere per deliberare” nel duplice significato che le decisioni devono essere sostenute da analisi attente, ma, una volta compreso il problema nei suoi molteplici aspetti, occorre assumersi la responsabilità del decidere. Considerando la società come la forma più intesa e vincolante di organizzazione della vita collettiva, la prima constatazione che qualsiasi osservatore della vita sociale è indotto a fare, è che vi sono vari modi, secondo i luoghi e i tempi, di dar forma a questa organizzazione. Da qui nasce il mio primo ragionamento attorno alla parola “identità”. Chi siamo e cosa vogliamo? Il sostantivo  “giovani” di per sé non ha nessuna valenza se non quella anagrafica. L’aggettivo “democratici” non riguarda soltanto un apparato politico, ma è costituzione dell’essere umano in quanto tale, o almeno dovrebbe esserlo. Inoltre molti di noi si ritrovano associata la parola “amministratori”. Ecco allora perché sottolineo con forza la necessità di un nostro valore identitario che non sto dicendo non esserci, ma che piuttosto va rimarcato in quanto siamo prima di tutto un bacino di intelligenze collettive in grado di dare speranza non solo al nostro partito, ma al futuro di questo Paese. Ma facciamo ancora di più: diamo risposte concrete al nostro amico, al nostro vicino di casa, alla nostra stessa famiglia, ai nostri colleghi di studio o di lavoro. Tutto...

Dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Comunicazione del Presidente del Consiglio Comunale Francesco Furlani, in data 15 GENNAIO 2015 in merito alle dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ritengo sia doveroso da parte mia, in qualità di Presidente dell’Assemblea Consiliare, intervenire in merito ad un fatto di particolare rilievo; mi riferisco alle dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano avvenute nella giornata di ieri 14 gennaio. Tutti noi siamo stati testimoni di un fatto anomalo, un mandato di durata quasi novennale reso necessario da una estesa crisi politica indipendente da colori o appartenenze. Giorgio Napolitano ha rappresentato il nostro Stato con grande senso di dignità, forza morale, autorevolezza e responsabilità riconosciute ed apprezzate a livello internazionale. Come ampiamente annunciato le dimissioni sono state convalidate al termine del semestre italiano di Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea; ulteriore atto che testimonia il suo grande senso di dovere istituzionale. In questi anni travagliati e percorsi dalla più grave crisi economica mondiale dal dopoguerra a oggi, da capo dello Stato, Giorgio Napolitano è stato un fedele interprete e garante della Costituzione, ha onorato le prerogative del Presidente della Repubblica ed ha sempre difeso l’Unità nazionale, richiamando più volte Tutte le forze politiche ad uno sforzo unitario per portare a compimento quelle riforme che il Paese necessita da ormai troppi anni. Nell’arco del suo mandato ha sempre respinto ogni forma di discredito della politica ed ha più volte richiamato la classe dirigente alle proprie responsabilità condannando il “frastuono” derivante da mere ragioni tattiche, in quanto non avrebbe fatto altro che perdere di vista l’interesse comune. Vorrei riportare alcune considerazioni espresse dal Presidente Napolitano nel suo discorso di fine anno che ritengo debbano...

Saluto di fine anno e auguri di un sereno e felice 2015!

Cari amici, sento il bisogno di scrivervi queste poche righe perché è con ognuno di voi, nessuno escluso, che vorrei parlare. La fine di un anno solare non è la chiusura di una parentesi, ma un capitolo di un unico testo chiamato vita. La tradizione tuttavia vuole che, proprio allo scadere dell’anno, si faccia un proprio bilancio personale, ed è per questo motivo che ho sentito la necessità di rivolgermi a voi. La crisi economica degli ultimi anni ha segnato il percorso di ognuno di noi, sul piano lavorativo e personale e ci ha permesso di toccare con mano l’incertezza e la precarietà, togliendoci l’opportunità di determinare in modo libero le nostre scelte. Non dimentico lo sconforto di chi ha perso il lavoro e la rassegnazione di tutti quei ragazzi, giovani come me, che invano lo stanno ancora cercando. Fin dai primi passi il mio impegno politico è stato guidato dalla passione e dall’entusiasmo; segnato dalla vicinanza che mi lega a tutti voi, ed  per questo che mi preoccupa sempre più la crescente sfiducia verso le istituzioni. Siamo giunti alla fine del 2014 non senza difficoltà e problemi, ma sono qui a testimoniare come le istituzioni siano presenti e concretamente attive per arginare, per quanto possibile nella nostra piccola realtà locale, le conseguenze di questa crisi ormai settennale. È per me doveroso riconoscere che il consiglio da me rappresentato sta operando, pur nella sua diversità, con unità di intenti: uscire da questa crisi più forti di quando ci siamo entrati. Ci tengo quindi a ringraziare tutte le forze politiche per la capacità di ascolto e confronto serio e sereno...

XXXIV Anniversario della strage alla stazione di Bologna!

“Sabato 2 Agosto, XXXIV anniversario della strage alla stazione di Bologna, la nostra città ricorderà le vittime di tutte le stragi. […] La città di Bologna vuole esprimere solidarietà nei confronti dei familiari e dei feriti, nella convinzione che attraverso la memoria si possa combattere ogni forma di violenza e di terrorismo e si possa continuare a chiedere verità e giustizia. Bologna non dimentica!” Virginio Merola, Sindaco di Bologna. Spesso non si dà sufficiente peso al potere della memoria, del ricordo. Oggi si tende a ricorrere alla memoria come puro fatto pubblicitario o mediatico. È così che le pagine dei social si riempiono di foto e di messaggi ad effetto così da appagare la propria coscienza. Eh no, non funziona così, almeno per me. È vero che ho un’età la quale mi rende possibile solo una conoscenza teorica e scolastica dell’accaduto, tuttavia non per questo è meno forte. Un evento storico diventa cambiamento e successivamente memoria nel momento in cui diventa collettivo. Un collettivo che non necessariamente deve corrispondere ad un equivalente numerico, ma è molto più incisivo e dirompente quando riguarda la sfera intima e umana dei singoli e tocca profondamente i valori di una società. Ecco cosa ha rappresentato l’attentato di Bologna, ecco cosa significa oggi essere qui presente, ecco perché c’è sete di verità e di giustizia, ecco perché noi ci saremo...