EMERGENZA CLIMATICA E STRATEGIA DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE 2030

Premesso che: –       il pianeta si trova di fronte a profondi mutamenti climatici e in assenza di azioni concrete tali fenomeni potrebbero portare, entro pochi anni, ad un punto di non ritorno; –       i mutamenti in corso riguardano anche il nostro Paese e rendono non più sufficienti le sole politiche di mitigazione, ma richiedono anche politiche di adattamento sia nei territori che nelle città; –       la risposta deve essere immediata e non può transigere dalla necessità di ridurre progressivamente le emissioni di gas serra; Considerato che: –       alla conferenza sul clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, 195 Paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale tale da definire un piano d’azione globale per non superare l’aumento medio della temperatura di 1,5 gradi centigradi e fissare l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi; –       il Parlamento Europeo, nell’aprile del 2019, ha disposto con Regolamento che per il settennato 2021-2027 il Fondo Europeo Sviluppo Regionale (FESR) e il Fondo di Coesione (FC) non possono finanziare investimenti legati ai combustibili inquinanti come il petrolio e gli idrocarburi; Rilevato che: –       il dissesto idrogeologico va affrontato con una gestione del territorio che tenga conto del nuovo contesto climatico in modo tale che rischi e danni possano essere prevenuti e mitigati; –       in questo contesto, particolare attenzione deve essere riservata ai temi della rigenerazione urbana e a norme più incisive sul consumo del suolo nonché a tutti gli interventi, in una logica infrastrutturale, di ripristino degli habitat e delle reti idrografiche; –       le carenze delle risorse idriche e la crisi...

TUTELIAMO IL PROGETTO ALT-STAZIONE – SALVIAMO 2.791.260,00 euro

Premesso che: –         È passato in esame alla Camera il disegno di legge che prevede il blocco per due anni del finanziamento di 1,6 miliardi di euro destinato ai progetti vincitori del Bando Periferie: il testo differisce al 2020 l’efficacia di 96 delle 120 convenzioni firmate nel 2017 dai Sindaci e dal Governo Gentiloni; –         Al piano per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie sono stati destinati complessivamente 2,1 miliardi di euro: la Legge di Stabilità 2016 ha stanziato i primi 500 milioni di euro e nel giugno 2016 è stato pubblicato il Bando. Successivamente sono stati destinati ulteriori 1,6 miliardi di euro per poter realizzare tutti i 120 progetti presentati dai Comuni. Le due tranche da 800 milioni di euro sono state finanziate dal Fondo Investimenti (istituito dall’articolo 1, comma 140 della Legge di Bilancio 2017) e dal Fondo sviluppo e coesione; –         Le prime 24 Convenzioni tra la Presidenza del Consiglio e i Comuni sono state firmate nel marzo 2017, le altre 96 nel dicembre 2017. Il blocco non riguarda i primi 24 Comuni, che possono quindi procedere con l’attuazione del piano, ma i successivi 96, che dovranno “rimodulare gli impegni di spesa e i connessi pagamenti” nei prossimi due anni; –         La decisione di sottrarre le risorse ai 96 progetti già approvati per riassegnarle differendole di 2 anni, è stata motivata dal Governo strumentalmente con il riferimento alla sentenza n.74 del 2018, con la quale la Corte Costituzionale ha giudicato illegittimo l’articolo 1, comma 140 della Legge di Bilancio che ha istituito il Fondo Investimenti senza però il previo confronto e l’intesa con le...

I DISCOUNT METTONO ALL’ASTA L’AGRICOLTURA ITALIANA

Articolo di Liberti-Ciconte, Internazionale 25/07/2018: https://www.internazionale.it/reportage/stefano-liberti/2018/07/25/passata-pomodoro-eurospin L’offerta è di quelle irrinunciabili: una bottiglia di passata di pomodoro a 39 centesimi di euro, un litro di latte a 59 centesimi, un barattolo da 370 grammi di confettura extragusti a 79 centesimi, un pacco di pasta trafilata al bronzo a 49 centesimi. Diffuso a tappeto nelle cassette delle lettere e su internet, il volantino promuove i saldi sul cibo per attrarre una clientela sempre più vasta. A firmarlo è il gruppo Eurospin, quello della “spesa intelligente” e del marchio blu con le stellette, discount italiano con una rete di oltre mille punti vendita in tutta la penisola e vertiginose crescite di fatturato annuali a due cifre . Facendo un rapido calcolo, è possibile preparare una pasta al pomodoro per quattro persone spendendo quanto un caffè al bar. Ma come fa il gruppo veronese a proporre prezzi così stracciati? Dietro le offerte al consumatore, c’è un meccanismo perverso che finisce per schiacciare intere filiere e che ha conseguenze sulle dinamiche di produzione e sui rapporti di lavoro nelle campagne: l’asta elettronica al doppio ribasso. Questa pratica commerciale, che somiglia più al gioco d’azzardo che a una transazione tra aziende, è sempre più diffusa nel settore della Grande distribuzione organizzata (Gdo), soprattutto tra i gruppi discount. Fa leva sul grande potere che hanno acquisito negli ultimi anni le insegne dei supermercati, diventate il principale canale degli acquisti alimentari, e sulla frammentazione e lo scarso potere contrattuale degli altri attori della filiera. Come funziona un’asta online al doppio ribasso Il meccanismo di base è lo stesso di un’asta: da una parte c’è la Gdo, che deve acquistare...

LE IMPRESE: TUTELE ANCHE PER I GRANDI

Le misure vanno estese anche ai soggetti oltre i 50 milioni di fatturato “Come industria alimentare italiana abbiamo chiesto modifiche specifiche sulla normativa in discussione a Bruxelles per applicare tali regole non solo a tutela delle Pmi ma di tutte le aziende che, a prescindere dalle dimensioni, si trovino in rapporti di forza sbilanciati”. Per bocca del presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, nel dibattito sulla direttiva in materia di pratiche commerciali sleali le imprese si schierano a fianco dell’Europarlamento: l’applicazione delle otto tutele non va limitata alle sole aziende con meno di 50 milioni di fatturato, perché di fronte ai colossi europei della grande distribuzione anche le aziende che superano questo tetto, infondo sono piccole. “La soglia dimensionale non è giusta”, gli fa eco Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative e anche di Conserve Italia, il consorzio che aggrega 14mila produttori agricoli per un fatturato di circa 900 milioni di euro. E aggiunge:”la proposta di una direttiva del genere è assolutamente necessaria, in Europa viviamo un’alterazione della concorrenza a favore della grande distribuzione, dove peraltro è in atto un processo di concentrazione delle centrali d’acquisto che sposterà la bilancia ancora più a sfavore dei produttori”. “Con molte catene distributive che operano nel nostro Paese – sostiene Scordamaglia – esistono rapporti commerciali corretti, basati sul reciproco rispetto e sulla valorizzazione di filiere costruite insieme. Le nuove regole comunitarie servono pertanto solo per chi, in qualsiasi fase della filiera, non rispetta tali principi di leale competizione e approfitta della propria maggiore capacità contrattuale. Sì dunque alle regole per i furbi, ma senza ingessare il mercato. Adesso gli sforzi di tutti devono essere...

Un Persicetano al CETA

Abbiamo avuto il piacere di intervistare Francesco Furlani, collaboratore dell’ex Ministro oggi vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, Paolo De Castro. Francesco, lo scorso aprile sei stato invitato a Montreal dal Ministro delle Relazioni Internazionali del Québec per discutere del CETA (Comprehensive Economic and Trade Agreement), ovvero l’accordo economico e commerciale tra l’Unione Europea ed il Canada, di cosa si tratta esattamente? Il CETA, entrato in vigore in forma provvisoria lo scorso 21 settembre, rappresenta uno degli accordi più ambiziosi e completi mai conclusi tra Unione Europea e Paesi terzi. Molte sono le novità: abolizione dei dazi doganali, reciproco riconoscimento delle certificazioni per molti prodotti a partire da quelli alimentari, libero accesso al mercato canadese per gli appalti e forniture pubbliche, condizioni prevedibili per gli investitori e prevenzione contro le copie illecite dei prodotti tradizionali dell’UE. Che impatto si prevede per il mercato europeo ma soprattutto per quello italiano? Considera che le esportazioni italiane in Canada pesano per oltre 2.7 miliardi di euro e l’Emilia-Romagna risulta essere la terza regione con oltre 405 milioni di euro. Per quanto riguarda il settore agroalimentare, che risulta essere quello con numeri migliori negli ultimi anni, il Paese nordamericano rappresenta l’undicesimo mercato per l’Italia con un trend che dal 2000 ha registrato un +66.3%. Quindi, quali sono concretamente i vantaggi per il nostro sistema agroalimentare? Fondamentale è stato l’inserimento all’interno dell’accordo di 172 prodotti Dop e Igp (41 di questi sono prodotti italiani di cui 12 emiliano-romagnoli e rappresentano la quasi totalità dei nostri prodotti esportati in Canada ) ai quali le autorità canadesi dovranno garantire un livello di tutela assimilabile a...